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L’importanza della diagnosi e della comunicazione coi colleghi

Set 2019

Questa è la storia di Ryan, un gatto persiano di soli 4 anni che improvvisamente ha smesso di mangiare. Non c’erano altri segni clinici. Anche alla visita non si riscontrava nulla di particolare se non un addome gonfio. Eppure una spiegazione doveva esserci… Gli esami del sangue erano inconclusivi, l’ecografia difficilmente interpretabile per la presenza di molto gas addominale, le radiografie confermavano la presenza di un diffuso accumulo di gas in tutto il tratto gastroenterico.

Abbiamo deciso di effettuare una laparotomia esplorativa ed abbiamo campionato tutti gli organi alterati per poter ottenere una diagnosi. Mai visto nulla di simile! Anche nei database scientifici non è descritto niente di questo tipo. Ho quindi attivato la mia rete di contatti ed un collega, riconosciuto gastroenterologo di fama internazionale mi è venuto in soccorso avendo già visto un paio di gatti con presentazione clinica analoga. Questo ci ha permesso di cominciare ad impostare una terapia per Ryan. Nel frattempo sono arrivati gli esiti istologici che hanno dato un nome preciso al suo problema, e anche se la prognosi rimane riservata sul lungo periodo adesso abbiamo qualche arma in più per tenere la situazione sotto controllo. Ryan sta lentamente riprendendo peso, la quantità di aria intestinale si è drasticamente ridotta e il nostro micio è decisamente più attivo.

Se non avessimo eseguito un protocollo diagnostico rigoroso e se non avessi avuto modo di confrontarmi attivamente con altri colleghi probabilmente ora Ryan sarebbe già volato sul ponte dell’arcobaleno, pertanto ringrazio la sig Emanuela, proprietaria di Ryan, estremamente motivata nella cura del suo micio e il Dr Fabio Procoli, che dopo anni in Inghilterra alle dipendenze di una tra le più famose gastroenterologhe veterinarie al mondo è recentemente tornato in Italia a Bologna dove dirige l’UO di un importante ospedale veterinario.