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Ipertiroidismo nel gatto

Set 2019

Recentemente è stato pubblicato su una rivista scientifica internazionale un articolo che mi vede tra i coautori e che riguarda la gestione medica dell’ipertiroidismo nel gatto. Colgo l’occasione per raccontarvi un po’ di questa patologia.

Cos’è l’ipertiroidismo?
L’ipertiroidismo è una patologia ormonale frequente nel gatto anziano. E’ causata da una neoplasia, nel 98% dei casi benigna della ghiandola tiroide. La ghiandola impazzita lavora eccessivamente producendo un eccesso di ormoni tiroidei. L’ormone tiroideo influisce sul metabolismo generale dell’organismo. Un eccesso provoca un’accelerazione delle attività dell’organismo soprattutto di rene, cuore, intestino, muscoli che sono costretti a lavorare di più e per molto tempo.

Perché si verifica?
Si tratta di una patologia più frequente nei gatti che vivono in ambiente urbano pertanto si sono studiati diversi fattori che possano predisporre a questa patologia. Tra questi la presenza di sostanze potenzialmente pericolose presenti nelle case e nelle scatolette di cibo. Ma ancora come spesso accade non ci sono ancora risposte definitive.

Come si manifesta?
Generalmente i gatti ipertiroidei sono mediamente più attivi dei loro coetanei dando l’impressione di stare bene, mangiano molto e spesso voracemente, spesso hanno vomito o diarrea, bevono e urinano di più e nel frattempo dimagriscono. Alle volte però, soprattutto nelle fasi avanzate della malattia possono essere più apatici.

Come si fa diagnosi?
Alla visita ci sono dei riscontri clinici che possono indirizzare il medico verso una diagnosi di sospetto. Importante è nel corso della visita, verificare la presenza di uno o più noduli tiroidei attraverso una manovra specifica di palpazione. Manovra che noi eseguiamo routinariamente su tutti i gatti anziani (sempre che siano collaborativi!). Il sospetto va confermato con esami del sangue di base e specifici, è poi necessario completare la diagnosi valutando tutti quegli aspetti che possono influire sulla prognosi e terapia. Sono quindi fondamentali un esame delle urine, misurazione della pressione e un’ecocardiografia. Infatti, una quota importante di soggetti ha già sviluppato danni renali o cardiaci.

Quale terapia?
Trattandosi di un tumore la terapia d’elezione è l’eliminazione dello stesso. Il gold standard è, come per casi analoghi nell’uomo, il trattamento con Iodio 131. E’ questa però una terapia di difficile attuazione che richiede centri specialistici particolari (In Italia al momento ne esiste solo 1), con regole ferree perché si tratta di un trattamento radioattivo e costi piuttosto elevati.

Qualora fosse possibile una valida alternativa è costituita da una chirurgia elettiva, che noi siamo in grado di effettuare nella nostra struttura.

Se le prime opzioni non sono attuabili il trattamento medico rimane la soluzione di scelta. In questo caso si terrà sotto controllo il sintomo senza ovviamente agire sulla causa. Questo permetterà al micio di avere una buona qualità di vita anche per tempi prolungati.

Esistono diverse terapie e formulazioni utilizzabili ed è la comunicazione tra il Medico Veterinario e proprietario che permetterà di scegliere insieme la migliore soluzione di trattamento per il singolo soggetto. La conoscenza da parte del medico di tutti gli aspetti che influiscono sulla prognosi (interesse specifico per l’endocrinologia) e quindi la programmazione dei controlli più opportuni, permetterà al nostro paziente di avere una buona qualità ed aspettativa di vita futura.